Ci sono progetti che nascono per vendere un servizio.
E poi ci sono progetti che nascono da una domanda.
Qual è la domanda chiave di Avventura sulle Gambe?
Avventura sulle Gambe nasce da una domanda che continua ad accompagnarmi in ogni escursione, ogni attività educativa, ogni cammino nel bosco:
Come possiamo riconnetterci alla nostra Natura per ritrovare consapevolezza, appartenenza e senso?
Non è una domanda teorica.
È una domanda viva.
Una domanda che si attraversa con il corpo, con il silenzio, con il fango sulle scarpe, con il respiro nel bosco, con l’incontro con il selvatico.
Non organizzo semplicemente escursioni
Camminare è solo l’inizio.
Dietro ogni esperienza che propongo c’è una ricerca più profonda:
- tornare sensibili;
- imparare ad osservare davvero;
- rallentare;
- uscire dalla separazione tra umano e Natura;
- ricordarci che siamo parte di qualcosa di più grande.
Per questo i miei percorsi non parlano solo di sentieri, fauna o paesaggi.
Parlano di relazione.
Con il bosco, con gli animali selvatici, con il territorio, con gli altri.
E, inevitabilmente, con sé stessi.
Il selvatico come specchio
Viviamo in una cultura che ci abitua al controllo, alla velocità, alla distrazione continua.
Il selvatico fa il contrario.
Il bosco non accelera per venirci incontro.
Gli animali non si mostrano per intrattenerci.
La Natura non semplifica sé stessa per renderci tutto facile e comodo.
E proprio per questo ci trasforma.
Perché ci costringe ad ascoltare, ad adattarci, a stare presenti.
Ad accettare che non tutto sia immediato, prevedibile o addomesticato.
Ogni volta che entriamo davvero in un ambiente naturale accade qualcosa di raro: smettiamo, anche solo per poco, di sentirci al centro del mondo.
E forse iniziamo finalmente a sentirci parte del mondo.
Educare allo stupore
Gran parte del mio lavoro nasce da qui.
Credo che l’educazione ambientale non debba limitarsi a trasmettere informazioni, ma debba creare esperienza, relazione e meraviglia.
Perché si protegge davvero solo ciò con cui si crea un legame.
Un bambino che scopre le tracce di un animale nel fango.
Una persona che ascolta il vento nella faggeta durante un bagno di foresta.
Un gruppo che osserva in silenzio il passaggio degli uccelli migratori.
Questi momenti non sono semplici attività outdoor.
Sono esperienze che cambiano il modo di percepire il mondo.
La vera domanda
In fondo, tutta Avventura sulle Gambe continua a ruotare attorno a questa ricerca:
Chi siamo, quando torniamo davvero nella Natura?
Oppure, forse ancora più profondamente:
Come cambia la nostra vita quando smettiamo di considerarci separati dal mondo naturale?
Non ho una risposta definitiva.
Ed è proprio questo il motivo per cui continuo a camminare.

