escursioni guidate

ESCURSIONI GUIDATE VS PASSEGGIATE IN COMPAGNIA

Le escursioni guidate e le passeggiate in compagnia sono due cose molto diverse, ma spesso confuse tra loro.

Pare che ci sia una grande confusione per quanto riguarda il lavoro delle Guide Ambientali Escursionistiche.

Confusione che si traduce in pubbliche lamentele dal tono: 20 euro per una passeggiata in compagnia sono tanti. E non mi dai nemmeno il panino!? Speculi sull’aria che respiriamo.

Per fare chiarezza sul tipo di servizio offerto dalle Guide, vorrei mettere a diretto confronto le escursioni guidate con le passeggiate in compagnia.

N.B. Associazioni e gruppi di escursionismo ricadono nella colonna delle escursioni guidate: le guide sono formate e preparate ed insieme ai soci hanno un’assicurazione. La formazione delle guide è dilettantistica e non professionistica, ma la gestione del gruppo è comunque volta alla sicurezza. Anche in questo caso ci sono dei costi, che vengono coperti dalle quote associative.

ESCURSIONE GUIDATAPASSEGGIATA IN COMPAGNIA
LA GUIDAL’ACCOMPAGNATORE
FORMAZIONEHa esperienza di escursionismo e forte propensione alla divulgazione, alla sostenibilità e alla conoscenza dell’ambiente.
Ha seguito corsi impegnativi e ha superato diversi esami.
Ha studiato e continua ad aggiornarsi tra le altre cose: sulla sicurezza, sulla gestione dei gruppo, sulla comunicazione, etc…
Nel migliore dei casi è un appassionato di escursionismo con esperienza.
Nel peggiore dei casi è un novizio che cerca compagnia per evitare la solitudine.
PROFESSIONALITAE’ iscritta ad una Associazione di categoria, ha una partita iva con cui paga le tasse, ha una assicurazione RC specifica per la sua professione.Non è professionista, ma dilettante.
Nel migliore dei casi è membro di un’associazione del teritorio ed ha un titolo culturale.
Nel peggiore dei casi è mio cugino.
SCELTA E DEFINIZIONE DELL’ITINERARIOSi informa sull’itinerario attraverso tutti i canali a sua disposizione, ma si basa sempre sulla cartografia. Ha una carta escursionistica della zona e una bussola e sa come usarle entrambe.
Fa un primo sopralluogo in cui verifica l’ambiente, le condizioni di sicurezza, i punti di interesse, etc…
Valuta a chi sia adatto quell’itinerario e a quali condizioni.
Studia la storia, la cultura, la geografia, la geologia la natura e tutti gli aspetti caratteristici dell’ambiente in cui l’itinerario si svolge.
Se necessario, aggiunge uno o più sopralluoghi di verifica
Sceglie un itinerario che gli piaccia, spesso si informa sul web.
Nel migliore dei casi ha una carta escursionistica e sa come usarla.
Nel peggiore dei casi si informa su facebook.
PREPARAZIONE DELL’ESCURSIONEDefinito l’itinerario, valuta il pubblico cui proporlo, le condizioni di fattibilità (stagionali, metereologiche o contingenti).
Dove necessario, chiede autorizzazioni ad enti pubblici o a privati e crea collaborazioni con altre realtà sul territorio.
Chiarisce tutti i dettagli e promuove l’evento (sul sito, sui social media, su portali di settore, etc..)
Fa un ulteriore sopralluogo per verificare la percorribilità dell’itinerario scelto e verificare le condizioni di sicurezza (specie dopo eventi atmosferici importanti).
Spesso si occupa della manutenzione dei sentieri.
Ha lo zaino sempre pronto ed equipaggiato.
Prepara lo zaino
GESTIONE DEL GRUPPOPrima dell’escursione informa i partecipanti sul tipo di itinerario, sulle difficoltà e sulle caratteristiche di questo. Raccomanda le attrezzature necessarie e verifica che tutti i partecipanti siano equipaggiati adeguatamente.
Durante l’escursione segue con attenzione tutto il gruppo e si impegna perché tutti siano a proprio agio, vivano una bella esperienza e soprattutto siano in sicurezza.
Il gruppo si affida alla Guida e ne rispetta le indicazioni.
Invita a seguirlo.
RESPONSABILITA’Si assume la responasibilità per la sicurezza delle persone che accompagna e paga annualmente il premio all’assicurazione per la copertura RC.
Se lo ritiene necessario, attiva una ulteriore assicurazione sugli infortuni per le persone che accompagna.
Solitamente dichiara di non essere una guida e di non avere alcun titolo per accompagnare le persone e declina quindi ogni responsabilità scaricandola sui partecipanti prima ancora di partire.
Purtroppo per lui, per la legge non è così.

Non c’è nulla di male a scegliere una passeggiata in compagnia piuttosto che una escursione guidata, ma è importante farlo con la consapevolezza che siano due cose diverse.

Per i panini invece c’è il chiosco!


I prezzi che noi proponiamo sono in linea con le offerte professionistiche del Nord Italia e sono giustificati:

  • dal tempo e dalle energie che investiamo per preparare le nostre escursioni guidate;
  • dalle ore di formazione, di studio e di aggiornamento;
  • dai costi vivi che affrontiamo per la preparazione delle escursioni, per i materiali e per l’assicurazione.

Vi sembra che 20€ per un’escursione guidata di una intera giornata siano troppi? allora non ne capite il valore e sicuramente è meglio che scegliate una passeggiata in compagnia!

Ma quanto sono 20€?

  • 3 pacchetti di sigarette
  • una pizza e una birra
  • 70 km in automobile

Oppure sono una giornata in Natura con una Guida professionista: sono il valore di tutto il lavoro e l’impegno necessari perché quella giornata sia per te un’esperienza da ricordare!

responsabilità accompagnamento

La responsabilità dell’accompagnamento in natura

Capita sempre più spesso di vedere pubblicati, nei gruppi dedicati al trekking e all’escursionismo, post di persone che senza alcun titolo professionale o associativo si offrono di accompagnare gruppi di persone in natura.

ATTENZIONE perché chi si mette alla guida di un gruppo di persone organizzando una gita o un’escursione diventa responsabile per quelle persone.

Le guide professioniste e gli accompagnatori volontari che fanno capo ad associazioni riconosciute si fanno esplicitamente carico della sicurezza degli accompagnati e provvedono a pagare un’assicurazione.
Gli organizzatori di gruppi improvvisati assumono (legalmente) implicitamente la responsabilità delle persone che accompagnano, senza esserne preparati. Vi diranno che loro non hanno intenzione di accompagnarvi, ma che cercano solo compagnia per le loro camminate; non potranno però dirlo al giudice in caso di incidente.

Posto che ciascuno è libero di frequentare i sentieri senza una guida professionista, fate attenzione agli accompagnatori cui vi affidate.

notte selvatica san silvestro

Una notte Selvatica di San Silvestro

La notte selvatica di San Silvestro

Ci siamo quasi, stiamo per arrivare alla celebrazione della notte di San Silvestro o Vigilia di Capodanno. Una notte di resoconti, di fine e di inizio.

Per celebrarla avremo per noi degli elementi che nonostante il fervore della tecnologia, la logica e la razionalità, riescono a farci sognare, a farci credere in qualche modo alla magia: l’Inverno, silenzioso, lento e calmo con il suo freddo mantello che sembra quasi fermare il tempo; il Fuoco che ci accoglie all’inizio del nostro viaggio, elemento purificatore, che riscalda, che dona luce ed energia, quasi a proteggerci… e che al ritorno dal nostro viaggio ci ristorerà come un grande abbraccio; il Bosco luogo di vita, di connessioni, di racconti del passato, di mistero per noi uomini nati ed evoluti in natura, ma che ormai ne siamo lontani e ne abbiamo sempre più nostalgia.

Questi e altri elementi ci accompagneranno nella nostra notte selvatica di San Silvestro nella celebrazione della Vigilia di Capodanno e la magia che ci circonderà non sarà nient’altro che l’emozione del Vivere un attimo di Natura.

escursioni nei boschi

Two is megl che one

Two is megl che one

Avventura sulle Gambe sta crescendo!

Dal 1 Novembre 2021 Avventura sulle Gambe ufficialmente si fa in due: per essere più forte sul territorio, per ampliare l’offerta escursionistica, per creare piani didattici di educazione ambientale poliedrici.

Marina e Valentina si sono conosciute nel 2018 al corso per guide AIGAE, hanno condiviso mesi di lavoro impegnativo e hanno sostenuto insieme l’esame finale.

Amicizia e simpatia le legano da sempre; determinazione ed entusiasmo le hanno fatte crescere; fiducia e professionalità le uniscono finalmente per un obiettivo comune: la promozione del territorio del Parco del Ticino!

Marina dice:

Valentina è un’amica forte e simpatica; è una Guida entusiasta e preparata; è la prima collega che cerco per condividere esperienze professionali.

Condividiamo l’amore per il territorio, l’approccio al mondo naturale e il desiderio di aiutare le persone a riscoprire se stesse nella Natura, guardando oltre la quotidianità.

E’ una persona speciale che da tempo desideravo al mio fianco nella mia Avventura sulle Gambe!

Valentina dice:

Con entusiasmo abbiamo ufficializzato quello che in realtà facciamo da quando ci siamo conosciute: collaborare e confrontarci sulla valorizzazione del nostro territorio.

La mia attività di guida e i progetti creati finora con LookOver Treck si uniranno al lavoro già forte e collaudato di una grande collega e amica. Insieme saremo più forti che mai!

Two is megl che one

Se è vero che il tutto è più della somma delle parti, Avventura sulle Gambe è ora una squadra speciale!

Il calendario escursionistico si arricchisce di date e di esperienze e i piani didattici prenderanno nuove forme e nuovi colori.

Due guide ora vi accompagneranno nelle vostre avventure nei boschi… perché two is megl che one!

agosto val veny

Agosto in Val Veny

Durante il mese di Agosto ho vissuto e lavorato in Val Veny.

Avevo il letto nel Doblò parcheggiato al Camping Hobo ai piedi della Aiguille Noir e il salotto e la cucina sotto ad una verandina poco resistente al vento della sera.

Ho accompagnato le persone alla scoperta di una valle che ho iniziato a frequentare da adolescente e che ho studiato con più attenzione negli ultimi mesi, quando Whisper Alp mi ha ingaggiato per l’estate.

Vivendo senza muri e senza gli abituali comfort in una valle alpina (molto alpina!) ho imparato un sacco cose:

  • Vivere nella natura significa vivere con la natura: adattarsi fluidamente al ritmo del sole e del vento. Ho imparato presto ad aspettare il sole del mattino per fare colazione, a rinforzare i picchetti della veranda poco prima del tramonto, in attesa del vento da ovest, a cenare frugalmente per rintanarmi in fretta nel sacco a pelo prima del buio e del gelo.
  • Non avere pareti intorno massimizza la libertà e abbatte la solitudine, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Lo sguardo è libero di vagare, il corpo è libero di muoversi e non ci sono confini. Stai nel mondo, sempre; hai intorno a te le rocce, i boschi, i prati e le altre persone.
  • Avere un calendario con una densa programmazione, attività pianificate quasi tutti i giorni e qualcuno che segue la segreteria ti dà la libertà di vivere davvero alla giornata. Senza pensare a quello che dovrai fare domani o la prossima settimana e dimenticando il calendario, scopri quanto sia bello vivere pienamente ogni singola giornata. Ci vuole niente a perdere il conto del tempo!
  • Osservare il cielo con attenzione garantisce di vedere le aquile ogni volta che ci passano sulla testa.
  • Quando la notte è lunga e fredda si fanno delle grandi dormite. A volte anche delle escursioni emozionanti!
  • L’acqua fredda in montagna è davvero fredda, ma servono solo pochi giorni per abituarcisi. L’importante è avere a disposizione ogni tanto una doccia calda!
  • Allontanarmi da mio marito per un paio di settimane è stato tragico, ma non mi ha ucciso.

Vi aspetto in Val Veny la prossima estate!

giardino della biodiversità

Il Giardino della Biodiversità

Il Giardino della Biodiversità e l’Anello Sforzesco di Vigevano

L’idea

Metti un Guardia-parco appassionato, uno di quelli che recupera le piante che crescono sulle strade perché non siano schiacciate da chi vi transita, uno di quelli che farebbe aiuole per le farfalle in ogni angolo abbandonato, uno di quelli che nella cantina di casa costruisce hotel per gli insetti nel tempo libero…

Metti un Alpino amante degli alberi, uno di quelli che cerca sempre l’essenza giusta per piantumare e rimboschire qualsiasi terreno brullo, uno di quelli pronti a smuovere le autorità per valorizzare il territorio, uno di quelli che ha sempre mille idee da condividere per creare qualcosa di bello…

Ecco, fai che Massimo Balocco e Renzo de Candia si conoscano (piantumando un viale insieme agli Scout) e sei pronto a creare una coppia di guerriglieri del verde senza precedenti!

Quel rettangolino di terra all’inizio della pista ciclopedonale sul Canale Conti era abbandonato e incolto da anni; chiuso tra i canali e il bosco, nascondeva un paio di tavoli da pic-nic che marcivano nascosti tra l’erba alta.

Quel rettangolino di terra, tra la città e il bosco, era proprio il posto giusto per creare qualcosa di bello e così Massimo e Renzo hanno iniziato a progettare il Giardino della Biodiversità.

Per valorizzare questo angolo di Vigevano, gli ideatori hanno pensato anche un itinerario ciclo-pedonale che attraversasse luoghi simbolici: l’Anello Sforzesco.

Il Giardino della Biodiversità

Il Giardino della Biodiversità racchiude amore per natura e per la comunità e propone spunti didattici e di approfondimento; accosta infatti aiuole fiorite ad un angolo di svago, alberi autoctoni e stazioni tematiche.

Area Pic-Nic

Due nuovi tavoli da pic-nic e una rastrelliera per le biciclette occupano l’angolo a nord.

Abbiamo piantato qui due giovani Querce, che tra qualche anno saranno pronte a tenere in ombra i tavoli.

Prato selvatico

Al centro del Giardino, delimitato da una corda e da una siepe di Ligustro, cresce un prato selvatico.

Qui abbiamo seminato fiori e piantato ginestre e biancospini; sono stati mantenuti gli Aceri Campestri ed eliminati i Noci Americani.

E’ qui inoltre che Massimo porta i fiori che salva dalle strade: presto avremo un bel prato fiorito di Armeria lanceolata, Garofani selvatici, Verbasco, Knautia arvensis e Carote selvatiche!

Area Tematica

Nella fascia a sud, lungo il canale sfioratore, abbiamo creato le aiuole delle piante aromatiche e alcune stazioni tematiche di promozione della biodiversità:

  1. Hotel per gli insetti
  2. Capannina di edera
  3. Riconoscimento di alberi e arbusti
  4. Cumulo di pietre
  5. Catasta di legna

Alberi autoctoni

Un filare di alberi autoctoni, caratteristici del territorio, costeggia ad est il prato selvatico.

L’Anello Sforzesco

L’Anello Sforzesco è un circuito che ripercorre tratti dello storico Naviglio Sforzesco e del Canale Conti che da esso deriva.

L’itinerario prende il via nel parcheggio della Chiesa della Frazione Buccella di Vigevano. Gira poi intorno alla storica Cascina della Buccella e prosegue attraverso le campagne e gli orti che lambiscono la città, fino ad arrivare alla Centrale idroelettrica Enel di Vigevano. L’anello poi continua sulla pista ciclo-pedonale lungo il Canale Conti fino al Partitore della Buccella e infine ritorna al parcheggio.

Questo itinerario è nato per unire idealmente l’aspetto agricolo del territorio a quello della produzione di energia elettrica, entrambi resi possibili dall’abbondanza di acqua trasportata dal Naviglio Sforzesco e dal Canale Conti. In questo contesto è cruciale il Partitore, che separa le acque nei due canali dagli scopi tanto diversi.

Potete scaricare la traccia da qui.

I lavori

La squadra

Il progetto, che ha avuto origine nelle teste e nei cuori di Massimo e di Renzo, è stato subito accolto e promosso da Club Lions Vigevano Host e da Leo Club Vigevano, associazioni storicamente impegnate a livello sociale e culturale. Enel, proprietaria del terreno, ha autorizzato con entusiamo l’iniziativa.

A livello pratico è stata però una forte e determinata squadra di volontari a creare il Giardino della Biodiversità:

  • Massimo Balocco: Guardia-Parco per il Parco Lombardo della Valle del Ticino
  • Renzo de Candia: Associazione Nazionale Alpini (Gruppo Vigevano-Mortara) e Lions Vigevano
  • Fausto Bocca: Associazione Nazionale Alpini (Gruppo Vigevano-Mortara)
  • Massimo Riccardi: Associazione Nazionale Alpini (Gruppo Vigevano-Mortara)
  • e ovviamente io!!

L’operatività

Abbiamo iniziato i lavori a Ottobre del 2020 e ci siamo dati da fare tutto l’inverno, un po’ a singhiozzo purtroppo a causa delle diverse settimane in cui la Lombardia era in zona rossa.

Le prime cosa da fare erano di pulizia: rimuovere vecchi tavoli da pic-nic, sfalciare le erbacce, rimuovere gli infestanti.

Poi finalmente è iniziata la parte creativa: posizionare i nuovi tavoli e dar loro l’impregnante, sistemare la rastrelliera per le biciclette e costruire la staccionata divisoria. Poi abbiamo scelto e portato in loco i sassi e con questi abbiamo disegnato le aiuole e preparato il cumulo per ospitare rettili e anfibi. Intanto abbiamo iniziato a creare le stazioni tematiche e Massimo in cantina ha preparato un hotel per gli insetti veramente bellissimo!

Poi finalmente, quando l’ambiente era pronto, abbiamo iniziato a seminare i fiori e a piantare alberi, arbusti e ginestre. Le piante aromatiche nelle aiuole sono state le ultime e le più impegnative.

Quando il Giardino della Biodiversità ha iniziato a diventare un posto carino, invitante e frequentato, sono iniziati gli atti vandalici. Tanti dei sassi sono stati gettati nel canale, le targhette descrittive delle essenze rotte a calci, i rami dell’edera tagliati di netto, alcune delle piante aromatiche sradicate e abbandonate in un angolo del prato… Superata la delusione, siamo riusciti a rimettere tutto in ordine e, con il supporto di altri cittadini appassionati, siamo riusciti a custodire la biodiversità per cui abbiamo tanto lavorato.

Immaginate la sorpresa che ho avuto quando, risistemando le pietre che erano state sparse per il Giardino, ho trovato nel cumulo una Raganella!?

Il gruppo dei Custodi della Biodiversità

Negli ultimi mesi la squadra si è allargata e altri appassionati si sono uniti a noi: lo staff di Aqqua, Deborah, Marco, Paola, Sara…

Hanno inoltre partecipato al progetto:

  • Club Lions Vigevano Host: finanziamento economico per l’acquisto dei materiali
  • Enel: pannelli didattici sulla Centrale di Vigevano e contributo economico per l’acquisto dei materiali
  • Parco Lombardo Valle del Ticino: fornitura bacheche, tavoli da pic-nic e panchine
  • Associazione Irrigazione Est Sesia: progettazione grafica di alcuni dei pannelli illustrativi

Grazie a tutti!

 

Ti piace? Ti ci porto e te lo spiego dal vivo!

PIGIA QUI

cumuli di pietre

Cumuli di pietre

Cumuli di pietre in natura

In ambiente naturale è frequente trovare cumuli di pietre soprattutto sui ghiaioni dei fiumi: si tratta per lo più di ciotoli riportati dall’acqua durante le piene.

Fino a qualche decina di anni fa era frequente trovarne in ambiente montano in condizioni meno naturali: grossi cumuli di sassi tolti dal terreno per fare spazio a campi e a pascoli.

Questi cumuli, caratteristici dei rispettivi paesaggi, non hanno solo una connotazione geologica o agricola, ma anche naturalistica. Essi custodiscono infatti una grande biodiversità.

Cumuli di pietre custodi di habitat

Gli spazi liberi tra i sassi offrono riparo e rifugio a numerose specie di piccoli animali: insetti, rettili, anfibi, etc… In queste cavità è possibile nascondersi, ripararsi dal freddo, costruire nidi e tane sicure.

L’alternarsi di ambienti caldi e freddi, secchi e umidi, soleggiati e ombreggiati, garantisce una grande varietà di microclimi che rappresentano preziosi habitat.

Diversi tipi di vespe e di api, coleotteri, farfalle e lumache trovano qui ambienti confortevoli ed accoglienti grazie all’accumulo di calore delle pietre.

Anche rettili e anfibi trovano nei cumuli di sassi un rifugio dalle escursioni termiche, un riparo dai predatori e una grande quantità di insetti e di larve di cui nutrirsi.

Muri a secco

I muretti a secco, come i cumuli di pietre, custodiscono gli habitat di tante specie animali in luoghi solitamente poco naturali, come ad esempio i campi coltivati.

La struttura verticale e lineare dei muri a secco di campagna rappresenta una sorta di ponte, una struttura ospitale e sicura che collega ambienti diversi. La verticalità è inoltre importante per le specie arrampicatrici, come ad esempio le lucertole.

Il mantenimento dei muri a secco è quindi importante per preservare i diversi habitat naturali e la biodiversità qui ospitata.

hotel degli insetti

Hotel per gli insetti

Hotel per insetti

Cos’è

L’hotel per gli insetti è un rifugio artificiale, costruito con materiali naturali, per offrire un riparo dal freddo e un posto sicuro per nidificare agli insetti più comuni dei nostri ambienti.

Si tratta dunque di una casetta, che può essere costruita con forme varie e fantasiose, in cui le “camerette” sono accostate tra loro per dare ospitalità ad insetti diversi. La facciata anteriore è aperta e i vari ambienti sono creati con diversi materiali, adatti ai diversi ospiti.

Chi lo abita

Mattoni forati, steli cavi e tronchi di legno forati servono alle api solitarie per deporre le uova. Se il foro è cementato, le uova sono state deposte e messe al sicuro. Se il cemento invece è forato, significa che l’ape è nata e ha bucato la chiusura dall’interno per uscire e volare via!

Pigne, foglie secche, tavolette di legno impilate o gusci di noce offrono un riparo caldo e sicuro alle coccinelle per passare l’inverno.

Ciuffi di paglia, protetti eventualmente da vasi capovolti o altri ripari, sono invece dedicati alle forbicine, che qui si rifugiano durante la stagione fredda.

Alcuni tipi di farfalle scelgono infine le intercapedini nel legno per svernare.

Insetti e biodiversità

Perché è importante offrire riparo agli insetti per l’inverno o per nidificare?

Gli insetti rappresentano circa il 90% delle specie animali e occupano la più ampia diversità degli ecosistemi, micro-habitat e nicchie.

Gli insetti costituiscono dunque la parte più grande della biodiversità sul nostro pianeta ed hanno un ruolo fondamentale nei processi ecologici. Essi sono alla base della catena alimentare in svariati ecosistemi e costituiscono il nutrimento principale per molti animali, come uccelli, rettili, anfibi e pesci. Gli insetti impollinatori inoltre consentono la riproduzione di numerose piante e contruibuiscono in questo modo alla sicurezza alimentare di tante altre specie.

Questa grande e importante parte di biodiversità è purtroppo in forte diminuzione. Le cause sono da cercare nell’uso massiccio di fertilizzanti artificiali, erbicidi e pesticidi, nello sfalcio intensivo dei prati, nella distruzione degli habitat naturali dovuta all’urbanizzazione, etc…

Gli ordini più a rischio di estinzione sono i lepidotteri (come farfalle e falene), gli imenotteri (come api e vespe) e i coleotteri.

Offrire a questi animali un riparo sicuro, soprattutto per la nidificazione, significa quindi prendersi cura della biodiversità dell’intero pianeta.

“Il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”

ticino grand tour giorno 4

Ticino Grand Tour – Giorno 4: diario di viaggio

Ticino Grand Tour – Giorno 4: diario di viaggio

Da Tornavento di Lonate Pozzolo a Sesto Calende

 

Il racconto di Marina del quarto giorno del Ticino Grand Tour

Ticino Grand Tour – Giorno 4

Ieri sera abbiamo fatto festa per il compleanno di Massimo, ma anche questa mattina siamo pronti presto per partire. Dobbiamo affrontare gli ultimi 30 chilometri a piedi: la stanchezza dei giorni passati si fa sentire, ma siamo carichi per l’ultima tappa!

Partenza

Partiamo dal centro parco della ex-dogana, ci incamminiamo risalendo il Canale Villoresi e scendiamo poi nel bosco lungo la strada dei mulini fino alle conche che collegano il Canale Industriale al Ticino. Sfruttiamo l’opera idrica ormai in disuso come passerella per attraversare e proseguiamo nel bosco fino a Vizzola Ticino. Non mi ero mai inoltrata in questo spicchio di foresta tra il fiume e il canale e scopro scorci interessanti. La storia delle conche che abbiamo appena superato e dell’approdo a grossi gradini che si intravede nella vegetazione disegna un paesaggio ancora più interessante.

Questo lungo cammino che stiamo facendo svela ogni giorno meraviglie e curiosità, ambienti sempre diversi che vale la pena di attraversare a piedi.

A Vizzola ritroviamo il Canale Industriale e percorriamo poche centinaia di metri sull’asfalto prima di poter riprendere il sentiero che costeggia il Fiume; qui il panorama sul Ticino è costante e diventa sempre più bello via via che saliamo.

Siamo d’accordo di raggiungere la diga del Panperduto per fermarci per il pranzo: anche oggi abbiamo negli zaini una bella scorta dei manicaretti di Raffaella!

Merenda naturalistica

La fame nera e la stanchezza mi impongono però una pausa per la merenda prima della sosta concordata e decido di fermarmi con Massimo su di un piccolo terrazzo su un deflettore della massicciata di contenimento del fiume poco prima del Fogador. Qui godiamo di un bellissimo panorama sul Ticino e notiamo come questo sia popolato da uccelli acquatici di ogni tipo: germani, svassi, aironi, smerghi, folaghe, etc…

Dopo qualche minuto di contemplazione, ci rimettiamo in cammino per raggiungere Titti e Alberto. Indecisi se passare dal fiume o dal canale, scegliamo il primo perché ci ricordiamo di un bel sentiero nel bosco che collega la spiaggia del Fogador con la diga del Panperduto. Presto ci troviamo però in una giungla impenetrabile in cui piante schiantate e rovi quasi ci impediscono il passaggio. Superati diversi ostacoli e districati i grandi zaini dai rovi prepotenti, raggiungiamo finalmente la diga e ci accorgiamo che da quel lato il sentiero è chiuso con una transenna.

Pranzo con vista

Perplessi ed affannati attraversiamo anche la diga e raggiungiamo i nostri compagni di cammino, che ci aspettano per il pranzo di fronte allo storico e caratteristico edificio bianco del Panperduto. Pranzo abbondante e caffè e siamo pronti per ripartire.

Purtroppo ci aspetta un brutto tratto lungo la statale 336 per raggiungere Porto della Torre ed imboccare il sentiero E1 che risale la scarpata del Ticino. Attraversiamo ora l’affascinate pineta del Vigano, un tipo di bosco che ancora non avevamo mai incontrato nel nostro pellegrinaggio. Il silenzio della pineta contrasta con il rumore del traffico della strada e la morbidezza del fondo del sentiero è decisamente gradevole per i piedi che hanno appena camminato sull’asfalto!

Proseguiamo sempre dritti ed entriamo finalmente in Golasecca. Questa cittadina di case piccole e grandi cortili, di ville antiche e di strade strette, mi sorprende piacevolmente; mi riprometto di tornare per visitarla con calma appena possibile.

Scendiamo nuovamente al fiume attraversando i boschi a nord della città verso l’area archeologica del Monsorino.

Ormai è quasi fatta!

Siamo in anticipo sulla tabella di marcia e ne approfittiamo per una  sosta al campeggio a conoscere personalmente Giorgia, il cui entusiasmo avevo già intuito al telefono.

Arrivo a Sesto Calende!!

Pochi metri ancora e varchiamo la soglia del comune di Sesto Calende!!

Facciamo il nostro ingresso trionfale sul lungo-lago. Abbiamo i volti abbronzati, le facce stanche, i sandali ai piedi e gli scarponi in mano. Siamo sporchi, stanchi ed affamati. E siamo pieni di soddisfazione per aver compiuto finalmente questa prima faticosa parte della nostra spedizione.

Ci meritiamo ora uno spritz con le olive, una doccia e una notte nel letto comodo di un albergo!

Domani mattina partiremo presto per iniziare la discesa del Ticino in raft…

 

…segue

In cammino da Pavia a Molino d’Isella: Massimo

Scarpinando da Molino d’Isella a Boffalora: Marina

Gambe in spalla da Boffalora Ticino a Tornavento: Massimo

Continua…

Inizia l’esperienza in fiume dal Panperduto a Vigevano

Pagaiando da Vigevano a Torre d’Isola

L’arrivo trionfale a Pavia

ticino grand tour giorno 3

Ticino Grand Tour – Giorno 3: diario di viaggio

Ticino Grand Tour – Giorno 3: diario di viaggio

Da Boffalora Ticino a Tornavento di Lonate Pozzolo

 

Il racconto di Massimo del terzo giorno del Ticino Grand Tour

Ticino Grand Tour – Giorno 3

Cammino spesso e lavoro ogni giorno con gli scarponi ai piedi per più di sette ore e non ho mai avuto vesciche sui piedi, ma questa volta mi sono impegnato a fondo ed ho collezionato una serie di queste antipatiche e dolorose lesioni epidermiche tutte in un colpo… Avrei preferito dilazionare nel tempo questa rincorsa alla bolla dolorante!

La terza tappa del Ticino Grand Tour inizia con la scoperta degli appositi cerotti!

Dovrebbero aspettarci più o meno venticinque chilometri di cammino, ma temo che saranno di più; il solo pensiero di partire a piedi da Boffalora ed arrivare a Lonate Pozzolo allunga quella linea immaginaria sentieristica che ho stampato nella mia personale cartografia mentale.

Partenza

Sono le 6.30: siamo pronti e fa  freddo di nuovo, abbiamo però dormito e fatto colazione al chiuso. Il Guardiaparco Andrea, gentilissimo, ci viene a salutare e chiede se abbiamo riposato bene. Partiamo alla volta del Ponte di Boffalora dove studieremo anche il passaggio da fare tra qualche giorno con il gommone.

Un’ora di cammino e siamo nelle belle campagne a nord di Boffalora Ticino, inframezzate da boschi percorsi da rogge con acqua limpidissima; purtroppo però sentiamo già in sottofondo i rumori dell’autostrada e della ferrovia ad alta velocità. Acustica di un mondo sempre in frenetico movimento, ferite perenni ad un territorio fragile, due cerniere che aprono i boschi.

Calendario celtico

Passati sotto queste due lingue di asfalto e binari, ci dirigiamo verso la Lanca di Bernate dove incontriamo un gruppo di ciclisti incuriositi con i quali scambiamo qualche parola. Visitiamo il Calendario celtico,  recentemente risistemato dal Parco del Ticino, e qui vengo a conoscere che il mio albero magico è il Salice: non lo avrei mai pensato! Mi piacciono tantissime altre piante, ma ne prendo atto, tanto più che oggi è il mio compleanno!

Fare una bella escursione durante il proprio compleanno lo consiglio a tutti: ti fa pensare in modo diverso a ciò che stai facendo e vivendo, a quello che hai fatto nella vita, a cosa avresti potuto fare in certi momenti passati più o meno sbagliati e, soprattutto, a tutto ciò che hai davanti da fare con la persona che ami, ma anche con te stesso.

Sentiamo dei movimenti pesanti in fuga nel bosco, ma non vediamo nulla e la nostra immaginazione va subito ad un gruppo di cinghiali in fuga; un Picchio nero lancia il suo inconfondibile fischio territoriale, ma anche lui è invisibile a noi.

Siamo in ritardo sui tempo di marcia, qualcuno zoppica un poco, altri si lamentano del peso degli zaini sulle spalle, un componente del gruppo nota un sacco di rifiuti lanciato in una roggia e si lancia in un soliloquio polemico sulla mancanza di attenzione ambientale in questo strano paese che è l’Italia, gli altri annuiscono con rabbia ed impotenza, ma con passo incalzante.

RaiTre

Abbiamo mezz’ora di tempo per raggiungere il ponte di Castelletto di Cuggiono dove ci aspetta Silvia di RAI 3 per un servizio su di noi, ma ci impiegheremo un’ora. Getto in corpo una manciata di arachidi, benzina personale per la marcia… (ho una dipendenza incontenibile per la frutta secca!).

Giunti al Ponte sul Naviglio, incontriamo la simpaticissima giornalista ed i due operatori ai quali spieghiamo la nostra iniziativa e quindi ci incamminiamo tutti insieme lungo questa tappa,  prima nella campagna e poi lungo il fiume, dirigendoci spediti verso il Bosco delle Faggiole.

Bosco delle Faggiole

La pausa pranzo viene consumata in questo bosco il cui nome forse era dovuto alla presenza dei Faggi in tempi passati (le faggiole sono i frutti di questa bellissima pianta); mangeremo verdure di vario tipo accompagnate da ottime burrate (due a testa!), un  pranzo un poco pesante ma che verrà ben presto “bruciato”.

Passiamo il ponte di Turbigo (o di Oleggio a seconda se sei lombardo o piemontese), percorriamo il lungo-fiume della ex Colonia elioterapica e infine raggiungiamo il passaggio sul ponte-canale dello scarico della Centrale di Turbigo inferiore. Sulla nostra destra, tra le piante, in lontananza intravvediamo le ciminiere a strisce dell’altra centrale elettrica. Il sottobosco è un tripudio di fiori di Dente di cane e Scillia bifolia.

Ponte tibetano

La nostra fase digestiva regredisce di colpo con i simpatici sussulti dei nostri pesanti passi sul Ponte Tibetano, ma al di là ci sono gli operatori della RAI che già ci stanno riprendendo, allora rinforziamo la forza di gravità dentro i nostri stomaci e con passo oscillante attraversiamo, salutiamo ed accenniamo quasi falsi sorrisi, raggiungendoli in fretta.

Li ringraziamo per le riprese e dopo averli salutati ci incamminiamo per un’ora su un sentiero che attraversa una bellissima zona di prati e boschi fino al Molino del Ponte, dove incontriamo tante persone che passeggiano; infine arriviamo al Canale Industriale di Nosate e ci concediamo una sosta a base di merendine energetiche consumate guardando lo sfrecciare delle biciclette sulla ciclabile.

Navigli

In questa terra di Navigli, Canali e Scaricatori che scorrono paralleli e che si intrecciano, tutti alimentati dalle acque di Ticino, capiamo quanto sia importante il fiume per una infinità di esigenze ed attività umane. Purtroppo questa forzata captazione di acqua a monte penalizza fortemente la portata del fiume nel primo tratto della vallata tra il Panperduto e Turbigo.

La terza tappa volge al termine: raggiungiamo la splendida terrazza sulla Valle del Ticino proprio al momento dell’aperitivo (d’asporto) e consumiamo uno Spritz godendoci il panorama che spazia dal Monte Rosa al Monviso. Tutti i presenti ci guardano e noi ne siamo anche un poco fieri.

Buon compleanno!

Il giorno 3 del Ticino Grand Tour finisce alla Dogana di Tornavento con una superba cena in compagnia di Raffaella ed Alessia ed una magnifica torta per questo mio splendido, alternativo, faticoso, assolato, cinquantatreesimo compleanno.

 

…segue

In cammino da Pavia a Molino d’Isella: Massimo

Scarpinando da Molino d’Isella a Boffalora: Marina

Continua…

Verso la fine dell’avventura sulle gambe da Tornavento a Sesto Calende: Marina

Inizia l’esperienza in fiume dal Panperduto a Vigevano

Pagaiando da Vigevano a Torre d’Isola

L’arrivo trionfale a Pavia