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Il legno morto nel bosco

Il legno morto nel bosco e il suo ruolo nell’ecosistema

Le foreste naturali sono ecosistemi complessi e dinamici, nei quali tutte le specie presenti hanno una specifica funzione biologica.

Gli alberi rappresentano le colonne portanti dell’ecosistema forestale, non solo perché costituiscono la principale sorgente di biomassa, ma anche perché garantiscono il sostestamento di una grande varietà di fauna in ogni momento del loro ciclo vitale.

In particolare, circa il 30% della biodiversità che costituisce un ecosistema boschivo è legata al legno morto. Si tratta di licheni, funghi, muschi, animali vertebrati e invertebrati la cui esistenza dipende dai microhabitat che si creano in alberi morenti e cavi o in alberi morti e marcescenti.

Gli organismi saproxilici

Organismi saproxilici sono tutte quelle specie che dipendono, in qualche stadio del proprio ciclo vitale, dal legno morto.

I funghi e gli insetti saproxilici hanno una funzione ecologica estremamente importante all’interno dell’ecosistema forestale: essi sono infatti gli autori della decomposizione del legno.

Sono proprio i funghi per primi ad aggredire il legno compatto infiltrandosi sotto alla corteccia, creando quindi le condizioni per l’avvento degli insetti che completano l’opera di decomposizione.

Insetti xilofagi

Gli insetti xilofagi (che si nutrono di legno) sono principalmente larve di coleotteri. La loro funzione di decompositori (allo stadio adulto o larvale) non esaurisce l’importanza ecologica di questi insetti, che rappresentano anche una vitale fonte di sostentamento per altre specie.

I picchi

I picchi in particolare si nutrono di insetti e di larve che cercano sotto la corteccia degli alberi, all’interno dei tronchi e nella polpa del legno marcio.

Questi uccelli a loro volta contribuiscono ad accelerare la decomposizione del legno: le cavità scavate all’interno dei tronchi espongono infatti il legno ad aria ed umidità, favorendo l’aggressione da parte di funghi ed altri agenti esterni.

I picchi scavano i loro nidi nel legno, sfruttando quando possibile cavità già disponibili in alberi secchi o marcescenti.

Altre specie

Altri numerosi uccelli trovano protezione per la nidificazione negli alberi morti: cince, civette e allocchi, etc…

Tra i mammiferi sono soprattutto roditori, mustelidi e pipistrelli a sfruttare le cavità degli alberi per ripararsi e per riprodursi.

Diverse specie di anfibi e di rettili trovano infine casa sotto a grandi piante schiantate o all’interno di vecchie ceppe.

Il rinnovamento del bosco

La decomposizione del legno morto è fondamentale al processo di rinnovamento del bosco, perché restituisce al terreno un gran numero di nutrienti.

Le giovani piante, che hanno finalmente trovato spazio e luce dopo la morte di una pianta anziana, hanno quindi a disposizione fertile humus per la loro crescita.

Il ciclo dei nutrienti quindi si chiude, assicurando la corretta funzionalità dell’ecosistema forestale.

Il legno morto offre quindi una enorme ed importante varietà di habitat e di nicchie ecologiche che garantiscono l’equilibrio dell’ecosistema boschivo.

L’importanza dei boschi maturi

Il legno morto in bosco è costituito da alberi schiantati, rami caduti, ceppaie sradicate, etc…

La presenza di legno morto è garantita quindi principalmente dall’invecchiamento degli alberi e in secondo luogo da eventi accidentali come incendi e tempeste.

Un’ulteriore causa possono essere infestazioni di funghi o di insetti.

La presenza di grossi alberi anziani nei boschi maturi è dunque una condizione indispensabile per avere legno morto.

La gestione forestale

Lo sfruttamento sistematico delle foreste, perpetrato da un lato con tagli a ciclo breve per ottenere legname e dall’altro con interventi di pulizia per agevolare il turismo, tende ad eliminare il legno morto in bosco.

L’assenza di boschi maturi e la frammentazione degli habitat in favore di spazi agricoli e urbanizzati, hanno causato il forte declino degli insetti saproxilici. Molti di essi sono a rischio di estinzione, nonostante la loro grande importanza ecologica.

Una gestione forestale accorta tiene conto della quantità ottimale di legno morto da lasciare al bosco e ne valuta i tempi di decomposizione.

Sono così state redatte linee guida e piani forestali volti alla salvaguardia della fauna saproxilica e della funzionalità degli ecosistemi forestali.

Conclusioni

Un bosco pulito in cui si può mangiare per terrabello ordinato e sicuro, è in realta un bosco molto povero.

La biodiversità e l’equilibrio dell’ecosistema forestale sono garantiti solamente dalla naturalità e dal lavoro di tutte le specie.

Vi ricordate anche del ruolo importante dell’edera nel rinnovamento e nella selezione naturale del bosco?

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