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fuori dai luoghi comuni

un’escursione fuori dai luoghi comuni

Non vi porterò nei posti famosi, sui sentieri del turismo e sulle cime di Instagram. Vi accompagnerò in escursione fuori dai luoghi comuni, ad esplorare posti poco conosciuti o a scoprire la bellezza di luoghi apparentemente banali, perché voglio insegnarvi a trovare la vostra meraviglia ovunque e non dove ve la fa cercare la moda.

Non vi dirò che il mio ufficio è il bosco quando questo sarà il mio luogo di lavoro, perché ho lavorato in ufficio tanto da sapere che è molto diverso dal bosco. Sono sicura che nessun lavoro ha bisogno di un ufficio per essere legittimo: i lavori all’aperto hanno la stessa dignità di quelli alla scrivania.

Non metterò il poi all’inizio della frase, perché ho a cuore il presente. Poi è un avverbio che implica un prima: metterlo all’inizio della frase equivale per me a cancellare il passato e a confondere il presente.

L’abbondanza sarà tale e non come se piovesse perché a piovere sarà solo la pioggia. Speriamo non sia troppo abbondante da impedirci di uscire ad esplorare il mondo. Vivremo le nostre avventure anche da bagnati, purché non sia pericoloso.

Cammineremo tanto e ci riempiremo gli occhi di meraviglia; faremo esperienze nuove e ne ripeteremo di vecchie in modo diverso; vivremo la natura in modo pieno e consapevole, ma non come se non ci fosse un domani, perché altrimenti potrebbe essere un po’ triste.

Ci saranno belle domeniche, bei gruppi, belle escursioni e belle amicizie; qualcuna magari sarà più bella delle altre. Non ci sarà però qualcosa, quello bello, perché ogni cosa avrà la sua propria bellezza.

Frasi fatte, ne abbiamo? No, perché non saprei come esprimere un pensiero originale con frasi fatte da altri e che usano tutti.

Soprattutto vi prometto il mio impegno per trovare le parole più giuste e la comunicazione più efficace per trasmettervi il mio entusiasmo e per aiutarvi a riconoscere il vostro personale legame con la Natura di cui siete parte.

Non sarò alla moda, ma sarò personale ed originale; sarò fuori dai luoghi comuni.

fiume ticino - escursioni parco ticino

la meraviglia del parco fluviale

Prove archeologiche e testimonianze di testi storici ci raccontano di foreste di latifoglie a coprire la Pianura Padana fin da tempi antichi; l’analisi toponomastica ne conferma la presenza fino a tempi relativamente recenti.

La foresta planiziale (di pianura) primaria (originaria) che occupava la Bassa Pianura nelle aree tra i fiumi era costituita principalmente da Farnia, Frassino e Carpino Bianco. A queste si aggiungeveno altre specie rustiche locali quali Olmo Campestre, Acero Campestre, Pioppo Nero, Ontano e Salice nelle zone umide, etc…

Lo sfruttamento del legname e la necessità di creare spazio all’agricoltura hanno purtroppo ridotto queste foreste a lembi di bosco nelle aree che non sono state sfruttate a scopo agricolo.

Il Parco del Ticino ospita gli ultimi resti della foresta planiziale che duemila anni fa si estendeva su gran parte della Pianura Padana.

Gli ambienti forestali che caratterizzano l’area protetta della Valle del Ticino sono caratterizzati in particolare da querceti e querco-carpineti ancora ben conservati, affiancati da ontaneti, saliceti, pioppeti, castagneti e pinete a Pino Silvestre. Una grande varietà di specie erbacee ed arbustive completano il paesaggio.

Ma qual è la magia di queste foreste superstiti?

E’ forse nel loro rinnovamento storico? nel fatto che anche dove sono state tagliate siano rinate come le orginali? nella capacità di ospitare varie e numerose specie animali? nel fascino che hanno quei lembi che mai sono stati toccati dall’uomo? o infine nella complessità e ricchezza di questi ambienti?

Particolare fascino ha su di me la vegetazione fluviale, disegnata in successione naturale dal fiume e dalle sue piene, che ogni volta la rinnovano: saliceti ed ontaneti vicino al fiume, boschi di Olmo, Carpino e Farnia più lontano.

Questo ambiente è unico e speciale, perché creato da un fiume che ancora può fare il fiume: libero di divagare nel proprio alveo!

Vi è mai capitato di osservare Ticino in piena? cosa via ha trasmesso la sua maestosa libertà?

Parchi, aree protette e giardini pubblici

Il rispetto per l’ambiente è una questione delicata, cui purtroppo solo le persone più sensibili reagiscono con attenzione.

I tentativi di mobilitare l’attenzione pubblica sono tanti ultimamente e sono destinati ad aumentare, ma quanti sortiscono in effetti un risultato?

Perché per tante persone è impensabile cambiare abitudini in favore di comportamenti più sostenibili? Io credo che la difficoltà più grande, nonostante le tante informazioni disponibili, sia quella di riuscire a riconoscere il valore dell’ambiente. Per tante, troppe, persone è l’egoismo l’unico valore.
L’ambiente in generale poi può sembrare un concetto tanto vago e lontano dall’esperienza personale quotidiana, da non risultare intressante.

Perché per tante persone è difficile rispettare le regole fondamentali nelle aree protette? Queste sono una realtà vicina e tangibile, soprattutto nel momento in cui le frequentiamo. Ancora una volta per tante, troppe, persone è l’egoismo l’unico valore.

Perché tante persone si comportano nel bosco come se fossero al parchetto di quartiere o, peggio, nel proprio giardino privato?

Voglio invitarvi a riflettere sulle definizioni citate nella LEGGE REGIONALE della Lombardia del 30 novembre 1983 , N. 86.

Art. 1.Regimi di tutela delle aree protette.

1. Ai fini della conservazione, del recupero e della valorizzazione dei beni naturali e ambientali del territorio della Lombardia, tenuto conto degli interessi locali in materia di sviluppo economico e sociale, in attuazione dei principi costituzionali e statutari, la regione, anche in collaborazione con gli enti locali e coordinandone gli interventi definisce con la presente legge il piano generale delle aree regionali protette di interesse naturale ed ambientale; le aree protette individuate dal piano sono assoggettate ai seguenti regimi di tutela:

a) parchi naturali, intesi quali zone aventi le caratteristiche di cui all’art. 2, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (legge quadro sulle aree protette), caratterizzate da un elevato grado di naturalità e comunque destinate a funzioni prevalentemente di conservazione e ripristino dei caratteri naturali; a tali aree si applica la disciplina di cui al titolo III della legge 394/91 e al capo II della presente legge;

b) parchi regionali, intesi quali zone che, costituendo generale riferimento per la comunità lombarda, sono organizzate in modo unitario, con preminente riguardo alle esigenze di protezione della natura e dell’ambiente e di uso culturale e ricreativo, nonché con riguardo allo sviluppo delle attività agricole, silvicole e pastorali e delle altre attività tradizionali atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunità residenti;

c) riserve naturali, intese quali zone specificamente destinate alla conservazione della natura in tutte le manifestazioni che concorrono al mantenimento dei relativi ecosistemi;

d) monumenti naturali, intesi quali singoli elementi o piccole superfici dell’ambiente naturale di particolare pregio naturalistico e scientifico, che devono essere conservati nella loro integrità;

e) altre zone di particolare rilevanza naturale e ambientale da sottoporre comunque a regime di protezione.

LR 83/86

Vediamo invece la definizione di parco pubblico data da Wikipedia.

Un parco cittadino, chiamato anche parco urbanoparco pubblico o altre denominazioni analoghe, è un’area verde situata all’interno di una città o nelle sue immediate vicinanze, avente lo scopo di fornire alla cittadinanza ed altri visitatori uno spazio ricreativo a contatto con la natura.

I parchi pubblici sono luoghi ideali dove praticare attività sportive per mantenere la forma fisica, quali il jogging, l’uso della bicicletta o semplici passeggiate.

I parchi cittadini, assieme ad altre aree verdi quali giardini e viali alberati contribuiscono in modo significativo a diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico delle zone altamente urbanizzate.

Wikipedia

A livelli diversi, scopo delle aree protette sono la conservazione e la protezione della natura; le regole imposte in questi ambienti perseguono il medesimo obiettivo. Il piacere del fruitore deriva proprio dall’immergersi in zone ad alta naturalità. La protagonista è la natura, non noi. Un parco naturale, anche se vicino alle città (penso ad esempio al Parco del Ticino), rimane un’area protetta dedicato alla conservazione della natura, non un luogo di svago in cui andare a pescare, a raccogliere fiori e funghi, a far correre il cane, a fare legna per la stufa, a buttare l’immondizia che abbiamo nello zainetto. Qui ogni divieto è rivolto alla salvaguardia dell’ambiente e dei tanti ecosistemi di cui questo è costituito.

I parchi urbani hanno invece una funzione più ricreativa. Qui troviamo vialetti asfaltati, panchine, cestini, giochi per bambini, areee per i cani, etc… Qui il comune si occupa della pulizia, della manutenzione delle piante e delle strutture.

Sia nei Parchi Naturali che in quelli urbani abbiamo delle regole da seguire; sono entrambi ambienti che meritano rispetto; ma dobbiamo essere in grado di distinguere lo scopo e la funzione di ciascuno.

voi cosa ne pensate? riuscite a cogliere le differenze? che atteggiamneto avete nelle aree protette? rispettate sempre tutte le regole?