Il lavoro della guida escursionistica è circondato da molti fraintendimenti. Da fuori sembra semplice: camminare nei boschi, stare nella natura, guidare gruppi su sentieri facili.
In realtà la parte visibile è minima: il cuore del mio lavoro è fatto di preparazione, studio e responsabilità.
Certamente la parte creativa è molto divertente, incontrare belle persone è soddisfacente, vivere sul territorio è appagante. Ma dietro a tutte queste belle cose c’è un gran lavoro di prepararazione ed organizzazione indispensabili per offrire un servizio professionistico.
Ho già descritto gli aspetti organizzativi in un post passato, ma oggi voglio arrivarci attraverso i fraintendimenti più comuni!
Indubbiamente cammino tanto, ma la passeggiata della domenica è una cosa molto diversa. Per accompagnare le persone in natura non basta mettere lo zaino in spalla e poi un piede dopo l’altro.
Prima di ogni escursione c’è:
È un processo strutturato, non improvvisato.
Non sono nata ‘imparata’. Continuo a studiare: la natura, la storia, la geografia, le storie, le persone. E continuo a cercare un senso che le unisca tutte quante.
E poi la natura cambia, e con lei il mio lavoro.
Continuo a studiare e a raccontare il cambiamento
Per chi è curioso, l’associazione AIGAE offre un quadro chiaro del mestiere.
Cammina, cammina… Non è una favola e nemmeno ‘una passeggiata’: un’escursione guidata è un’esperienza pensata e sicura. Servono molta attenzione e grande preparazione.
Con me trovi:
Magari! La vacanza è spensierata, divertente e rigenerante.
Sul lavoro servono invece attenzione e concentrazione, oltre ad una preparazione mentale e fisica necessarie per muoversi nell’ambiente naturale in sicurezza. Quando accompagno, la mia attenzione è tutta sulle perrsone e sull’ambiente in cui ci stiamo muovendo.
Quante volte avete visto nel mio feed Instagram foto dei miei gruppi in escursione?
Durante ogni escursione la guida controlla:
Per chi vuole capire quanto sia importante la prevenzione, il CNSAS mantiene un portale molto utile.
Accompagnare persone in ambiente naturale è un mestiere purtroppo non ancora regolamentato. E c’è chi se ne approfitta.
Per garantire un servizio professionale sono necessari formazione, esperienza, conoscenze tecniche e aggiornamento continuo.
I professionisti seri hanno tutto questo e anche una assicurazione RC e la Partita Iva, o un contratto con un Soggetto legale che ha tutto questo.
Poi ci sono gli accompagnatori che costano poco e che delegano ai partecipanti ogni responsabilità… Ma ne ho già parlato nel blog.
Al contrario: gran parte del mio lavoro è ascoltare.
La guida non impone, ma osserva, calibra, protegge.
Ogni gruppo è unico e ogni escursione cambia in base a chi partecipa.
La poesia c’è. C’è tutta la poesia di stare in natura, di apprezzarne i cambiamenti, di lasciarsi coinvolgere anima e corpo…
Ma ci sono anche:
Scelgo questo mestiere perché credo nella natura come spazio di cura e di consapevolezza.
Perché accompagnare significa dare attenzione, ascoltare, proteggere.
E perché ogni uscita, anche la più semplice, ha il potere di cambiare qualcosa nelle persone.
Questo per me non è solo un mestiere, ma una missione e una possibiltà.
Le mie escursioni sono costruite per questo: per portare benessere, consapevolezza e meraviglia.
Puoi scoprirle tutte qui:
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