ticino grand tour giorno 4
Ieri sera abbiamo fatto festa per il compleanno di Massimo, ma anche questa mattina siamo pronti presto per partire. Dobbiamo affrontare gli ultimi 30 chilometri a piedi: la stanchezza dei giorni passati si fa sentire, ma siamo carichi per l’ultima tappa!
Partiamo dal centro parco della ex-dogana, ci incamminiamo risalendo il Canale Villoresi e scendiamo poi nel bosco lungo la strada dei mulini fino alle conche che collegano il Canale Industriale al Ticino. Sfruttiamo l’opera idrica ormai in disuso come passerella per attraversare e proseguiamo nel bosco fino a Vizzola Ticino. Non mi ero mai inoltrata in questo spicchio di foresta tra il fiume e il canale e scopro scorci interessanti. La storia delle conche che abbiamo appena superato e dell’approdo a grossi gradini che si intravede nella vegetazione disegna un paesaggio ancora più interessante.
Questo lungo cammino che stiamo facendo svela ogni giorno meraviglie e curiosità, ambienti sempre diversi che vale la pena di attraversare a piedi.
A Vizzola ritroviamo il Canale Industriale e percorriamo poche centinaia di metri sull’asfalto prima di poter riprendere il sentiero che costeggia il Fiume; qui il panorama sul Ticino è costante e diventa sempre più bello via via che saliamo.
Siamo d’accordo di raggiungere la diga del Panperduto per fermarci per il pranzo: anche oggi abbiamo negli zaini una bella scorta dei manicaretti di Raffaella!
La fame nera e la stanchezza mi impongono però una pausa per la merenda prima della sosta concordata e decido di fermarmi con Massimo su di un piccolo terrazzo su un deflettore della massicciata di contenimento del fiume poco prima del Fogador. Qui godiamo di un bellissimo panorama sul Ticino e notiamo come questo sia popolato da uccelli acquatici di ogni tipo: germani, svassi, aironi, smerghi, folaghe, etc…
Dopo qualche minuto di contemplazione, ci rimettiamo in cammino per raggiungere Titti e Alberto. Indecisi se passare dal fiume o dal canale, scegliamo il primo perché ci ricordiamo di un bel sentiero nel bosco che collega la spiaggia del Fogador con la diga del Panperduto. Presto ci troviamo però in una giungla impenetrabile in cui piante schiantate e rovi quasi ci impediscono il passaggio. Superati diversi ostacoli e districati i grandi zaini dai rovi prepotenti, raggiungiamo finalmente la diga e ci accorgiamo che da quel lato il sentiero è chiuso con una transenna.
Perplessi ed affannati attraversiamo anche la diga e raggiungiamo i nostri compagni di cammino, che ci aspettano per il pranzo di fronte allo storico e caratteristico edificio bianco del Panperduto. Pranzo abbondante e caffè e siamo pronti per ripartire.
Purtroppo ci aspetta un brutto tratto lungo la statale 336 per raggiungere Porto della Torre ed imboccare il sentiero E1 che risale la scarpata del Ticino. Attraversiamo ora l’affascinate pineta del Vigano, un tipo di bosco che ancora non avevamo mai incontrato nel nostro pellegrinaggio. Il silenzio della pineta contrasta con il rumore del traffico della strada e la morbidezza del fondo del sentiero è decisamente gradevole per i piedi che hanno appena camminato sull’asfalto!
Proseguiamo sempre dritti ed entriamo finalmente in Golasecca. Questa cittadina di case piccole e grandi cortili, di ville antiche e di strade strette, mi sorprende piacevolmente; mi riprometto di tornare per visitarla con calma appena possibile.
Scendiamo nuovamente al fiume attraversando i boschi a nord della città verso l’area archeologica del Monsorino.
Ormai è quasi fatta!
Siamo in anticipo sulla tabella di marcia e ne approfittiamo per una sosta al campeggio a conoscere personalmente Giorgia, il cui entusiasmo avevo già intuito al telefono.
Pochi metri ancora e varchiamo la soglia del comune di Sesto Calende!!
Facciamo il nostro ingresso trionfale sul lungo-lago. Abbiamo i volti abbronzati, le facce stanche, i sandali ai piedi e gli scarponi in mano. Siamo sporchi, stanchi ed affamati. E siamo pieni di soddisfazione per aver compiuto finalmente questa prima faticosa parte della nostra spedizione.
Ci meritiamo ora uno spritz con le olive, una doccia e una notte nel letto comodo di un albergo!
Domani mattina partiremo presto per iniziare la discesa del Ticino in raft…
In cammino da Pavia a Molino d’Isella: Massimo
Scarpinando da Molino d’Isella a Boffalora: Marina
Gambe in spalla da Boffalora Ticino a Tornavento: Massimo
Inizia l’esperienza in fiume dal Panperduto a Vigevano
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