escursioni parco ticino
Le escursioni a piedi, in canoa o in bicicletta, sono il mezzo migliore per conoscere il Parco del Ticino. Immergersi in silenzio nella sua Natura è il modo più emozionante per scoprirne la grande bellezza.
Per quanto sia vicinissimo a Milano e facilmente raggiungibile da tutto il Nord Italia, il Parco non ha l’attenzione di pubblico che merita. Anche le persone che vivono all’interno dei suoi confini lo conoscono molto poco, non lo capiscono e spesso lo sfruttano senza consapevolezza.
Se vogliamo comprendere il Parco e il suo territorio così sottovalutato, è importante sapere come è stato istituito e come è strutturato.
Non vi annoierò con tanti numeri, ma vi spiegherò in breve perché il Parco esiste e quanto sia importante la tutela di questi ambienti. Conoscere l’ambiente in cui si svolgeranno e nostre escursioni è fondamentale per organizzarle al meglio, e soprattutto per capire ed apprezzare quello che vediamo.
Il Parco del Ticino è l’area protetta fluviale più grande d’Europa, coinvolgendo Lombardia e Piemonte dal Lago Maggiore al Po su entrambe le sponde del Fiume Ticino(vedi la mappa).
Il Ticino è il settimo fiume italiano per lunghezza (248 km) e il secondo per portata (dopo il Po di cui è affluente). Il suo corso è tradizionalmente diviso in tre segmenti geologico-geografici: la parte montana (Ticino Superiore), che scorre in territorio svizzero; la parte lacuale, che comprende il Lago Maggiore; la parte pianeggiante (Ticino Inferiore), che scorre in Italia tra Sesto Calende e il Po.
L’andamento del Ticino Inferiore varia con il variare del substrato geologico del terreno su cui scorre e disegna il territorio solcandolo dalle colline fino alla vallata, passando per la pianura irrigua.
Tra Sesto Calende e Somma Lombardo lo vediamo quindi fluire incassato in gole profonde, incise nei depositi morenici. Da Somma fino a Motta Visconti il fiume ha invece un andamento reticolare, si divide in rami, crea lanche ed isole di ghiaia che cambiano forma ad ogni piena. Nell’ultimo tratto fino alla confluenza con il Po il Ticino scorre invece in un alveo più stretto disegnando ampi meandri.
Il corso del fiume è in costante evoluzione: la scarsa presenza di strutture di contenimento e la naturalità dell’alveo e del territorio alluvionale consentono al Fiume di divagare liberamente (e senza danni) durante le piene. La corrente del fiume modifica incessantemente il proprio corso e disegna un paesaggio sempre in movimento e dall’alto valore ecologico.
Il Parco del Ticino per come lo conosciamo è costituito da due Parchi differenti, che fanno capo a due enti differenti: il Parco Lombardo della Valle del Ticino che gestisce il territorio Lombardo e l’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore che gestisce invece il territorio Piemontese.
Ciascun Ente è a sé stante e ha leggi, regolamenti e statuti propri.
L’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore ha sede alla Villa Picchetta di Cameri e gestisce 16 aree protette nel Nord-Ovest del Piemonte; queste coinvolgono 60 Comuni posti lungo la riva piemontese del Lago Maggiore e del Ticino.
Il Parco Naturale della Valle del Ticino è stato istituito nel 1978 e comprende 6.560 ettari per 16 comuni, da Castelletto Ticino fino a Cerano.
Il Parco Lombardo della Valle del Ticino ha sede a Pontevecchio di Magenta ed è stato istituito nel 1974; comprende 91.800 ettari per 47 comuni, divisi in 3 province, da Sesto Calende (VA) a Mezzanino (PV).
Il Parco è nato su iniziativa popolare, con una raccolta di firme (oltre 30 mila) promossa nel 1967 dalla Sezione Pavese di Italia Nostra. I disboscamenti scriteriati e la speculazione edilizia prepotente di quegli anni, oltre ai primi progetti del Canale Scolmatore di nord-ovest, destavano grande preoccupazione per il patrimonio naturalistico della Valle del fiume.
La petizione, promossa da Italia Nostra e sostenuta dall’allora sindaco di Pavia, chiedeva l’istituzione di un parco fluviale che si estendesse su tutta la Valle del Ticino e che prevedesse due aree di differente protezione:
Il primo successo fu un generico vincolo paesistico da parte della Soprintendenza. Seguirono poi l’istituzione del Parco nel 1974 e l’approvazione del primo Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) nel 1980.
Il Parco Lombardo della Valle del Ticino è il primo Parco Regionale in Italia e il primo Parco Fluviale in Europa!
Con l’introduzione del Piano regionale delle aree regionali protette (1983), della Legge quadro sulle aree protette (1991) e del Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi (2007), l’assetto giuridico del Parco ha assunto finalmente l’attuale conformazione: un Parco Naturale all’interno di un Parco Regionale.
Questo assetto a Matrioska rispecchia i due regimi di tutela già suggeriti dai promotori del Parco alle sue origini.
Il PTC è il principale strumento di gestione e di pianificazione del territorio: indica le politiche di tutela dell’ambiente naturale e di sviluppo delle aree urbane. Gli strumenti di attuazione del PTC sono i piani di settore (uno per i boschi e uno per la fauna) e i regolamenti.
Il Parco Lombardo del Ticino ha due distinti PTC, uno per il Parco Regionale e uno per il Parco Naturale. Entrambi riportano gli obiettivi del piano e gli strumenti di attuazione, il regime di protezione e l’azzonamento, gli strumenti di pianificazione e di attuazione
Prima di intraprendere una escursione nel Parco del Tcino, vi invito alla lettura dei documenti (e dei relativi regolamenti) e vi suggerisco di consultare il portale cartografico dell’Ente per conoscere le diverse zone nei dettagli.
Per semplificare, vi riporto di seguito le principali differenze nei regimi di tutela tra Parco Naturale e Parco Regionale:
Parco Naturale:
Parco Regionale:
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Veniamo finalmente a noi. Perché vi ho raccontato tutte queste cose? cosa c’entrano con le escursioni?
A mio parere la storia, la conformazione e i regolamenti del Parco sono fondamentali per conoscerlo, capirlo ed apprezzarlo. Così come sono convinta che l’obiettivo di una escursione sia proprio quello di conoscere il territorio, capirlo ed apprezzarlo. E’ proprio questa valenza culturale che caratterizza l’escursione rispetto alla passeggiata o alla prestazione sportiva.
Purtroppo mi rendo conto che il Parco del Ticino non gode dell’attenzione che merita: è poco conosciuto, poco capito e poco apprezzato.
Esplorarlo a piedi, con calma e in ogni stagione è il modo più diretto per scoprirne le meraviglie.
Il cuore del Parco è il Ticino: è il fiume che mantiene l’intero ecosistema, che disegna il paesaggio e che consente lo sviluppo di habitat di pregio per numerose specie animali e vegetali.
I panorami sul fiume che si aprono di tanto in tanto quando camminiamo sui sentieri lungo le rive destano meraviglia, ma non distraggono dalle mille bellezze create dalla biodiversità.
Dalla riva del fiume ammiriamo e distinguiamo infatti la folta vegetazione, siamo ipnotizzati dal dolce scorrere dell’acqua, osserviamo le numerose e diverse specie di uccelli che animano l’ambiente.
Un binocolo, un po’ di pazienza e tanta attenzione consentono di conoscere personalmente aironi, rapaci, anatre…
Intorno al fiume si estende il più grande patrimonio forestale della Pianura Padana.
Questa fascia boschiva è l’ultimo baluardo della foresta planiziale primaria e custodisce moltissimi ecosistemi differenti. Attraversando la pianura da Nord a Sud rappresenta un corridoio ecologico di fondamentale importanza per il movimento degli animali tra le Alpi e gli Appennini. Molte specie hanno trovato qui il loro habitat e vi si sono stabilite.
Percorrere i sentieri che attraversano queste foreste a passo lento e attento può riservare ogni volta belle sorprese. Avventurarsi in silenzio nei boschi consente spesso di incontrare la fauna selvatica o le tracce del suo recente passaggio.
Ascoltare le voci di questi boschi dalle essenze così varie consente di percepirne la sinfonia cantata dalla grande varietà di uccelli stabili o migratori che vi abitano. Ogni stagione, ogni ora del giorno, ogni tipologia di bosco ha una voce diversa che racconta storie affascinanti a chi ha voglia di ascoltarle.
Per i tesori che nascondono, per le bellezze che disvelano e per la vita che custodiscono, i boschi del Ticino sono il luogo di elezione della mia attività escursionistica e di educazione ambientale.
Le mie escursioni nel Parco del Ticino sono avventure alla scoperta di un mondo poco conosciuto e di una Natura che si mostra e che ci accoglie, sono percorsi di attenzione che ci conducono a riscoprire noi stessi nella Natura.
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I sentieri cartografati nel Parco del Ticino costituiscono una rete di circa circa 780 km.
Con il progetto “Vie Verdi del Ticino” l’ente parco ha creato una mappa georeferenziata dei percorsi presenti sul territorio. Sul sito dedicato troverete anche numerosi itinerari suggeriti, classificati in relazione alla localizzazione, alla difficoltà ciclabile, alla lunghezza ed alla tipologia.
Se decidete di intraprendere escursioni nel Parco senza una guida, preparatevi con attenzione per conoscere bene l’itinerario scelto e l’ambiente che questo attraversa. Se siete escursionisti poco esperti, valutate l’opportunità di fare un corso di escursionismo prima di mettervi in marcia.
Buone escursioni!
The parks, enjoyable and inspiriting from many points of view, had found their highest-quality use – encouragement of our understanding of our place in nature, and among our fellow human beings. Freeman Tilden
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