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Il Blog di Avventura sulle Gambe

Cosa è

Questo non è solo un blog di escursionismo e non è un diario delle mie giornate.

Questo blog racconta la mia storia e il mio percorso personale e professionale, mostra le mie riflessioni sui temi che mi stanno a cuore, ragiona sui miei valori, regala consigli sul mondo dell’escursionismo e riporta notizie e curiosità dal Parco del Ticino.

Il racconto di me segue una narrazione disordinata, ma che ha come filo conduttore riscoprire noi stessi nella Natura e attraverso di essa.

Perchè leggerlo

Ci sono almeno tre buoni motivi per leggere gli articoli e per seguire il blog:

  • conoscere me, i miei valori e la mia attività,
  • trovare consigli utili per organizzare le tue escursioni,
  • scoprire il Parco del Ticino e le sue meraviglie.

Chi lo scrive

Lo scrivo principalmente io, che sono Marina: Guida Ambientale ed Escursionistica e creatrice di Avventura sulle Gambe.

E poi lo scrivi tu quando commenti gli articoli, raccontando le tue esperienze personali, aggiungendo suggerimenti o facendo critiche costruttive.

Perché questo blog sia vivo e interessante e collettore di voci diverse, è bello che io non sia la sola a scrivere gli articoli. Se hai qualcosa di interessante da raccontare, partecipa a questo blog come autore!

 

Come è organizzato

Gli articoli sono suddivisi in quattro diverse categorie:

  • Consigli: consigli sull’escursionismo e sul nostro rapporto con l’ambiente,
  • Riflessioni: riflessioni personali sui temi che mi stanno a cuore,
  • Eventi e Notizie: eventi in programma e notizie sul mondo dell’escursionismo,
  • Parco Ticino: notizie e curiosità sul Parco del Ticino.

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Progetti o buoni propositi?

Non ho fatto buoni propositi per questo nuovo anno, perché ho grandi obiettivi da raggiungere.

Cosa cambia? la differenza la fanno la determinazione e l’impegno.

Quando si parla di buoni propositi a me vengono in mente le promesse mai mantenute, i mille cambiamenti auspicati e mai attuati, le favole che per una vita ci raccontiamo ad ogni nuovo inizio di anno.

Se parlo di obiettivi invece ho in mente solo progetti concreti per raggiungerli.

Sono finalmente consapevole che i miei sogni non sono solo belle idee da buoni propositi, ma obiettivi concreti che meritano progetti seri per essere realizzati.

Il mio sogno è quello di fare la Guida Ambientale Escursionistica di professione; il primo obiettivo per realizzare questo sogno è iniziare ad organizzare le prime escursioni.

Così, eccomi finalmente pronta per compiere questo primo passo; il primo della mia avventura sulle gambe.

Da quando sono guarita ho iniziato i sopralluoghi, ho allacciato contatti e costruito collaborazioni; e non ho mai smesso di studiare.

Mancano solo pochi dettagli; presto vi farò avere notizie!

e voi che programmi avete per il 2020? solo buoni propositi o anche qualche obiettivo? avete dei sogni? e cosa avete deciso di farne?

 

ghisolfa - escursioni parco ticino

Sopralluoghi

Nel lavoro di una guida i sopralluoghi sono importantissimi.

Credo si possano distinguere due categorie di sopralluoghi: quelli di ricognizione e quelli esplorativi.

I sopralluoghi di ricognizione sono quelli che precedono l’escursione, volti a verificare le condizioni dell’ambiente in cui questa si svolge: possono esserci piante schiantate dopo giornate ventose o temporali; aree di bosco allagate o sponde erose durante o dopo le piene del fiume; sentieri franati in montagna dopo piogge intense; etc… Essere aggiornati sulle condizioni e sulla percorribilità dell’itinerario è fondamentale per prendere decisioni ed eventualmente cercare soluzioni e strategie alternative.

I sopralluoghi esplorativi sono quelli più divertenti, ma molto spesso sono fallimentari!

Va da sé che per poter accompagnare e guidare qualcuno in un posto devi conoscerlo molto bene. Ma quando la fantasia di creare un itinerario inedito ti spinge ad esplorare quel posto con un approccio differente, ricercando cose mai viste e tracciando percorsi nuovi, allora puoi trovare ostacoli sconosciuti. Sentieri non più battuti chiusi dalla vegetazione; altri non percorribili a causa di cancelli privati; altri ancora interrotti da corsi d’acqua…

Insomma, riportare la propria fantasia su una mappa richiede svariati tentativi e tanti chilometri sullo stesso percorso, per individuare alla fine l’itinerario giusto. Questo per me deve avere punti di interesse naturalistico e storico, varietà di ambienti e di paesaggi e soprattutto un percorso ad anello.

Ora che le mie gambe funzionano bene è davvero iniziata l’avventura dei sopralluoghi esplorativi. Vi accompagnerò presto lungo i miei percorsi fantastici!

Parchi, aree protette e giardini pubblici

Il rispetto per l’ambiente è una questione delicata, cui purtroppo solo le persone più sensibili reagiscono con attenzione.

I tentativi di mobilitare l’attenzione pubblica sono tanti ultimamente e sono destinati ad aumentare, ma quanti sortiscono in effetti un risultato?

Perché per tante persone è impensabile cambiare abitudini in favore di comportamenti più sostenibili? Io credo che la difficoltà più grande, nonostante le tante informazioni disponibili, sia quella di riuscire a riconoscere il valore dell’ambiente. Per tante, troppe, persone è l’egoismo l’unico valore.
L’ambiente in generale poi può sembrare un concetto tanto vago e lontano dall’esperienza personale quotidiana, da non risultare intressante.

Perché per tante persone è difficile rispettare le regole fondamentali nelle aree protette? Queste sono una realtà vicina e tangibile, soprattutto nel momento in cui le frequentiamo. Ancora una volta per tante, troppe, persone è l’egoismo l’unico valore.

Perché tante persone si comportano nel bosco come se fossero al parchetto di quartiere o, peggio, nel proprio giardino privato?

Voglio invitarvi a riflettere sulle definizioni citate nella LEGGE REGIONALE della Lombardia del 30 novembre 1983 , N. 86.

Art. 1.Regimi di tutela delle aree protette.

1. Ai fini della conservazione, del recupero e della valorizzazione dei beni naturali e ambientali del territorio della Lombardia, tenuto conto degli interessi locali in materia di sviluppo economico e sociale, in attuazione dei principi costituzionali e statutari, la regione, anche in collaborazione con gli enti locali e coordinandone gli interventi definisce con la presente legge il piano generale delle aree regionali protette di interesse naturale ed ambientale; le aree protette individuate dal piano sono assoggettate ai seguenti regimi di tutela:

a) parchi naturali, intesi quali zone aventi le caratteristiche di cui all’art. 2, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (legge quadro sulle aree protette), caratterizzate da un elevato grado di naturalità e comunque destinate a funzioni prevalentemente di conservazione e ripristino dei caratteri naturali; a tali aree si applica la disciplina di cui al titolo III della legge 394/91 e al capo II della presente legge;

b) parchi regionali, intesi quali zone che, costituendo generale riferimento per la comunità lombarda, sono organizzate in modo unitario, con preminente riguardo alle esigenze di protezione della natura e dell’ambiente e di uso culturale e ricreativo, nonché con riguardo allo sviluppo delle attività agricole, silvicole e pastorali e delle altre attività tradizionali atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunità residenti;

c) riserve naturali, intese quali zone specificamente destinate alla conservazione della natura in tutte le manifestazioni che concorrono al mantenimento dei relativi ecosistemi;

d) monumenti naturali, intesi quali singoli elementi o piccole superfici dell’ambiente naturale di particolare pregio naturalistico e scientifico, che devono essere conservati nella loro integrità;

e) altre zone di particolare rilevanza naturale e ambientale da sottoporre comunque a regime di protezione.

LR 83/86

Vediamo invece la definizione di parco pubblico data da Wikipedia.

Un parco cittadino, chiamato anche parco urbanoparco pubblico o altre denominazioni analoghe, è un’area verde situata all’interno di una città o nelle sue immediate vicinanze, avente lo scopo di fornire alla cittadinanza ed altri visitatori uno spazio ricreativo a contatto con la natura.

I parchi pubblici sono luoghi ideali dove praticare attività sportive per mantenere la forma fisica, quali il jogging, l’uso della bicicletta o semplici passeggiate.

I parchi cittadini, assieme ad altre aree verdi quali giardini e viali alberati contribuiscono in modo significativo a diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico delle zone altamente urbanizzate.

Wikipedia

A livelli diversi, scopo delle aree protette sono la conservazione e la protezione della natura; le regole imposte in questi ambienti perseguono il medesimo obiettivo. Il piacere del fruitore deriva proprio dall’immergersi in zone ad alta naturalità. La protagonista è la natura, non noi. Un parco naturale, anche se vicino alle città (penso ad esempio al Parco del Ticino), rimane un’area protetta dedicato alla conservazione della natura, non un luogo di svago in cui andare a pescare, a raccogliere fiori e funghi, a far correre il cane, a fare legna per la stufa, a buttare l’immondizia che abbiamo nello zainetto. Qui ogni divieto è rivolto alla salvaguardia dell’ambiente e dei tanti ecosistemi di cui questo è costituito.

I parchi urbani hanno invece una funzione più ricreativa. Qui troviamo vialetti asfaltati, panchine, cestini, giochi per bambini, areee per i cani, etc… Qui il comune si occupa della pulizia, della manutenzione delle piante e delle strutture.

Sia nei Parchi Naturali che in quelli urbani abbiamo delle regole da seguire; sono entrambi ambienti che meritano rispetto; ma dobbiamo essere in grado di distinguere lo scopo e la funzione di ciascuno.

voi cosa ne pensate? riuscite a cogliere le differenze? che atteggiamneto avete nelle aree protette? rispettate sempre tutte le regole?

escursioni parco ticino

la guida zoppa

Zoppa, perché nonostante il problema stia nella schiena, il dolore è nella gamba.

Fortunatamente, forza e funzionalità non sono mai venute meno, quindi per il momento non è necessario intervenire chirurgicamente.

Cosa fare allora per tornare a camminare? nuotare, pedalare e camminare!!

Ecco perché sono sempre in giro nel bosco da sola (o con il marito, che porta lo zaino): camminare mi fa bene e mi aiuta a guarire, ma ho ritmi strani. Non riesco a stare ferma, rallento e accelero o mi fermo secondo le indicazioni del mio corpo.

Non posso accompagnare nessuno al momento perché ho un ritmo di passeggiata molto personale e soprattutto perché non posso portare lo zaino.

Anche per poche ore, anche su percorsi facili, anche in un ambiente conosciuto, per una questione di sicurezza la guida ha bisogno del suo corpo perfomante e del suo zaino (poi vi spiegherò cosa ci sia di tanto importante nello zaino di una guida).

Nuotare in piscina e pedalare in casa sono per me attività noiosissime, ma con determinazione (e qualche inciampo) tengo duro e insisto. Vedo i progressi, per quanto lenti, e spero di essere in forma tra pochi mesi!

escursioni parco ticino

Stare in natura

La natura è il carburante per l’anima

Richard Ryan

Nello studio “Vitalizing effects of being outdoors and in nature” Ryan dimostra la capacità energizzante dello scenario naturale.

Lo studio sostiene che “stare all’aperto è associato ad una maggiore vitalità, relazione questa che è mediata dalla presenza di elementi naturali”.

Sono in pieno accordo con Ryan, anche se non sono una scienziata.

La mia convinzione ha delle basi molto più pratiche ed empiriche e deriva dalla mia personale esperienza.

Se volete una spiegazione scientifica, vi suggerisco la lettura dell’articolo di Ryan al link nel primo paragrafo. Se preferite invece un racconto più emotivo, seguite me in questo post. Io vi consiglio di fare entrambe le cose!

La vita in città è fatta di lavoro, scuola, palestra, piscina, bar, ristorante, cena, aperitivo, pulizie di casa, appuntamento dal dentista che a momenti me lo dimenticavo. Tutto in città è rigido e regolato: abbiamo qualcosa da fare e se non ce l’abbiamo ci sentiamo in difetto perché siamo circondati da persone che hanno qualcosa da fare. Tutto deve essere fatto di fretta perché non c’è tempo. E non c’è spazio.

In un ambiente naturale fretta e rigidità non esistono, né esiste il pensiero di queste: le piante stanno lì, facendo un lavoro molto più importante del nostro, con calma e senza correre. Non hanno bisogno di altro che acqua e sole. Gli animali si impegnano un po’ di più per trovare cibo e per difendersi dai predatori. Ma per nessuno esistono le seghe mentali.

Immergersi nella natura, dimenticando le regole e la rigidità della società urbana, significa ritrovare noi stessi nella nostra originaria dimensione.

In un ambiente selvatico e naturale, ci troviamo connessi con il nostro io autentico e liberi dalle seghe mentali; ci riappropriamo delle nostre energie e riprendiamo coscienza della nostra vita.

Se non lo avete mai fatto, vi cosiglio di farlo al più presto.

Andate in un bosco, rilassatevi, abbandonatevi e sentite quello che vi circonda. dimenticatevi il resto. e a sera fatemi sapere quali sono state le vostre emozioni!

ps. rilassandovi e dimenticando tutto staste però attenti a non perdervi in luoghi sconosciuti e badate a dove mettete i piedi!

escursioni parco ticino

Camminare

Camminare è la miglior medicina

Ippocrate

Camminare è infatti un’attività fisica naturale che regala benefici contro ipertensione, sovrappeso, diabete e stress:

  • ha un effetto rigenerante sull’apparato cardiovascolare, mettendo in moto il cuore senza affaticarlo
  • aiuta a mantenere il bacino in equilibrio e la naturale curvatura della schiena
  • stimola la pianta del piede, sostenendo la circolazione sanguigna e linfatica
  • aiuta a migliorare l’umore, bilanciando gli ormoni dello stress, soprattutto se si cammina nel verde
  • rinforza l’immaginazione e l’ispirazione

Ma camminare non è solo questo: non è solo un’attività motoria descrivibile da un elenco di benefici.

Camminare significa far lavorare le nostre gambe per quello per cui sono state progettate ed esprimere la potenzialità di movimento del nostro corpo; significa anche dare un senso alla posizione eretta che abbiamo guadagnato con l’evoluzione.

Camminare con la coscienza di farlo, prestando attenzione ai nostri passi e percependo il movimento della gamba dal piede fino all’anca, ci riavvicina a noi stessi: questo atto così semplice e naturale ci restituisce la consapevolezza del nostro corpo e della nostra posizione nello spazio.

La propriocezione ci riconsegna il nostro corpo e la sua potenzialità, lasciando lontane sullo sfondo le concezioni estetiche e sociali.

La camminata si rivela così una fantastica alleata della nostra salute, fisica e mentale.

p.s. Trascinare i piedi guardando il cellulare non è camminare!

escursioni parco ticino

Che cos’è l’escursionismo per te?

Ringrazio Daniela, che per prima mi ha fatto questa domanda.

La risposta la sapete già, ma ve la spiego.


L’escursionismo è un’attività motoria basata sul camminare nel territorio a scopo di studio o di svago, lungo percorsi poco agevoli che tipicamente non possono essere percorsi con i mezzi di trasporto convenzionali.

Wikipedia

Se siamo fortunati da non avere alcuna disabilità fisica, le nostre gambe possono portarci ovunque. Camminando possiamo raggiungere ogni angolo delle terre emerse. Le nostre gambe sono il mezzo di spostamento più efficace, economico, ecologico, diretto e indipendente che abbiamo a disposizione.

Quando scegliamo di camminare al di fuori del nostro ambiente quotidiano iniziamo ad esplorare il mondo. Quando decidiamo di seguire la nostra curiosità inizia per noi una nuova avventura, che si dispiega passo dopo passo.

e per voi, che cosa rappresenta l’escursionismo?

guida ambientale escursionistica

Voglio fare la Guida Ambientale Escursionistica

amare le escursioni

Fin da bambina ho camminato tanto: in campagna, al mare o in montagna. La famiglia seguiva papà che ha sempre avuto questa passione; ancora oggi, da pensionati, i miei genitori non si fermano e continuano a camminare.

Già allora ero felice all’aria aperta e a contatto con la natura, ma non avevo alcuna consapevolezza di questo benessere.

In adolescenza purtroppo la ricerca di indipenza mi ha spinto verso una direzione opposta, ma ammetto di non ricordare affatto come trascorrevo il mio tempo libero allora. Evidentemente non ero impegnata in attività particolarmente interessanti!

E’ stato solo con l’età adulta che ho ripreso contatto con l’ambiente praticando sport a stretto contatto con la natura: kayak, trekking, arrampicata e sci alpinismo. Il divertimento così assume una dimensione meditativa e consapevole.

E così ho imparato a godere di ogni momento tascorso in natura e a cercarne sempre di più. Ho fatto esperienze di lavoro in basi di rafting in Valle d’Aosta e in Valsesia, di kayak a Portofino.

decidere di diventare una Guida Ambientale Escursionistica

E’ stato durante una recente vacanza in Abruzzo che ho conosciuto Majambiente e Aigae, e che ho capito che cosa può fare una Guida Ambientale Escursionistica per accompagnare le persone in ambiente, ma soprattutto in un percorso di scoperta e di consapevolezza della natura. Così ho compreso quale fosse la mia missione e ho promesso a me stessa che avrei partecipato al primo corso Aigae che fosse stato organizzato nel nord Italia.

L’occasione mi è stata presto offerta dal mio Parco (Parco Lombardo della Valle del Ticino, per cui sono volontaria) e da e-Guide.

Dopo 250 ore di lezioni teoriche, 13 uscite pratiche, corsi di pronto soccorso outdoor e BLSD e 2 esami, finalmente sono diventata una guida.

MA povera me, concluso questo difficile e faticoso percorso, appena finiti i festeggiamenti per aver superato l’ultimo esame, sono inziati i miei problemi di salute. Adesso mi trovo con un’ernia lombare da risolvere prima di poter diventare una guida operativa.

Mi aspettano mesi di nuoto, di cyclette e di facili passeggiate prima di potermi caricare in spalla lo zaino e di portarvi per i boschi.

Intanto continuo a studiare e prometto di impegnarmi per essere più forte di prima.

 

 

 

 

guida ambientale escursionistica

Chi è la Guida Ambientale Escursionistica – GAE

La Guida Ambientale Escursionistica è un professionista, il cui profilo è tecnicamente ben descritto sul sito di AIGAE (l’associazione nazionale di categoria).

Ma io dico che una Guida è molto di più. La guida non è solo il risultato della (lunga e faticosa) formazione tecnica, dello studio di libri e di atlanti, della pianificazione dei progetti educativi.

La Guida è una persona. Ed è il risultato di tutte le sue esperienze, del suo percorso di vita, degli studi personali e anche di quelli istituzionali, dei suoi sogni, del suo entusiasmo e della sua missione nella vita.

La Guida Ambientale Escursionistica è un accompagnatore, un interprete, un mentore, un cantastorie, un’enciclopedia, un medium, un coach, un comunicatore…Ogni guida porta il proprio messaggio e lo racconta a modo suo; ogni luogo non è più solo un luogo nel racconto di una Guida; ogni escursione può diventare una poesia.

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